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@themax82

quando i popoli barattano la propria libertà in cambio di promesse di ordine e di tutela, gli avvenimenti prendono sempre una piega tragica (S. Mattarella)

Katılım Temmuz 2015
487 Takip Edilen494 Takipçiler
Luebete
Luebete@themax82·
@SimoPillon @giandomenic45 È semplice: si cooptano un po’ di magistrati e giudici, si fonda la corrente “Forza Lega magistrati d’Italia” e si controlla il CSM
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Simone Pillon
Simone Pillon@SimoPillon·
Vince il NO? Si vede che agli italiani la giustizia va bene così. Nei commenti vi dico cosa farei per risolvere il problema.
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Marco Mori 🇮🇹
youtu.be/VHmJmOERPKI?is… Il “No” ha vinto. Fermata la vergognosa deforma che voleva porre i Pm sotto il controllo politico con la nuova Alta Corte chiesta dai mercati finanziari. Tanti elettori del centro destra insorgeranno contro di me, insieme anche ai tanti del dissenso che non hanno capito molto di quanto stava accadendo (d’altronde era un argomento molto tecnico). Ma allora dico proprio a voi, lanciate una sfida al governo, votiamo la sola proposta costituzionale che farebbe la differenza: “preminenza del diritto interno sulle norme internazionali, cancelliamo la parola Unione Europea dalla Costituzione”.
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Armando Siri
Armando Siri@armandosiri·
Il risultato di oggi non chiude il dibattito, ma lo riapre. Milioni di italiani hanno votato Sì, e la loro voce non può essere ignorata. La riforma della giustizia resta una priorità nazionale, un tema che non si risolve con un voto ma con una battaglia culturale e politica che prosegue. Chi ha vinto oggi dovrà rispondere a una domanda semplice: perché tanta paura del cambiamento? Noi continueremo a batterci con ancora più determinazione di prima a favore di una giustizia imparziale, moderna, equa ed efficiente. #referendum #referendumgiustizia #voto
Armando Siri tweet media
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Radio Radio
Radio Radio@RadioRadioWeb·
🚨🗣 Referendum, le dichiarazioni di Matteo Renzi a La7 dopo la vittoria del No: "Quando è toccato a me, io mi sono dimesso. Sì, ha già detto che non lo fa, ma da ora è un'anatra zoppa: il popolo ha parlato"
Radio Radio tweet media
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annarita digiorgio
annarita digiorgio@ardigiorgio·
Be direi che massoni e mafiosi non votavano SI
annarita digiorgio tweet media
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Luebete
Luebete@themax82·
@SolaRoss73 @MoriMrc @boni_castellane Almeno per una volta si può dire che non c’era un vantaggio mediatico netto tra le due posizioni, da una parte il governo con le sue armi, dall’altra la sinistra con le sue
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Bonifacio Castellane
Bonifacio Castellane@boni_castellane·
Il Sì era in testa (dai 20 ai 10 punti) poi sono sbucati a febbraio i sondaggi "Bassa affluenza vince il No", poi è partita la campagna "Il No in rimonta", poi ultimi sondaggi prima del silenzio "Vince il No comunque". Oggi si vota. Affluenza inaspettata. Gira la voce "favorevole al Sì, dicevano i sondaggi", dopodiché esce la stessa voce dell'altra volta da non si sa dove che dice "Exit poll segreti avanti il No" (e chi fa exit poll a mezzogiorno? e su che campione?), poi "Affluenza alta ma perché è il bobolo del No che difende la Gosdiduzione"... Non vi pare lo stesso identico schema...?
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Luebete
Luebete@themax82·
@ivancatalano_eu Abbiamo una idea del voltaggio da dover erogare per poter caricare così velocemente?
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Marco Mori 🇮🇹
Marco Mori 🇮🇹@MoriMrc·
@boni_castellane Con tutta la propaganda a reti unificate che è stata fatta mi stupirei molto non vincesse nettamente il sì. D’altronde la gente vota di pancia e nulla comprende su questi temi di equilibrio tra i poteri dello Stato.
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Luebete
Luebete@themax82·
@pbecchi Per i BTP vale il tasso di interesse atteso nel futuro, se si ipotizza un aumento dei tassi, il sottostante riduce il proprio valore.
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Paolo Becchi
Paolo Becchi@pbecchi·
ma in tempi di crisi, l'Oro e i titoli di stato proteggono no ?
Paolo Becchi tweet mediaPaolo Becchi tweet media
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Luebete
Luebete@themax82·
@paulolden1 Suppongo che lei abbia apprezzato il pareggio di bilancio, ma non lo dica a suo figlio
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Paul Olden
Paul Olden@paulolden1·
Oggi mio figlio, 12 anni, prima media: - Papà, oggi vai a votare? - Sì, andrò nel pomeriggio. - Vota NO, mi raccomando? - Eh? Ma tu che ne sai del quesito referendario? - Io niente, ma penso che quelli che hanno scritto la Costituzione erano persone migliori di quelli che la vogliono cambiare. - Su questo non ci piove, figliolo. ♥️ #referendum
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andrea giusti
andrea giusti@AndreaGiusti88·
@AlbertoBagnai No per favore non parli di onestà intellettuale lei , davvero , non la butti sul comico! Io sinceramente lo vorrei mi dire della cultura al posto di Giuli ad esempio . Devo mostrarle le fesserie dette dai suoi colleghi di partito o da lei? Vogliamo parlare di clima / meteo?
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Luebete
Luebete@themax82·
@mariannaaprile Il punto non è chi viene sorteggiato, ma chi viene premiato da chi viene sorteggiato. Ora il premio dipende dall’allineamento politico, non sul fatto di lavorare bene.
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Marianna Aprile
Marianna Aprile@mariannaaprile·
L’accostamento tra sorteggio e meritocrazia forse non proprio inappuntabile sul piano della logica. #Meloni
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Luebete
Luebete@themax82·
@thespyhole @AlbertoBagnai Per quanto mi riguarda la componente laica (pari a 1/3) può rimanere scelta dal parlamento con le modalità attuali. Mi preoccupano i 2/3 che rappresentano una posizione politica senza avere una legittimità democratica.
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lo spioncino
lo spioncino@thespyhole·
@AlbertoBagnai Accetto le scuse, ma non la condescendenza. Più che la mia ingenuità, preoccupa la sua fede nell'idea che la separazione dei poteri sia un calcolo statistico. La democrazia serve a limitare l’arbitrio, non a giustificarlo con l'ipergeometrica. Ci vediamo alle urne. 🗳️
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Alberto Bagnai
Alberto Bagnai@AlbertoBagnai·
In Costituzione anche oggi manca “il metodo” (cioè il procedimento elettorale). Che argomento è? In Costituzione non c’è nemmeno la legge elettorale! La regola delle maggioranze qualificate per il CSM venne introdotta nel 1958 sotto un Governo DC-MSI (governo Zoli) e nessuno ha interesse a rimuoverla perché è a garanzia di tutti (tralascio il fatto che il Presidente della Repubblica e la Corte Costituzionale non lo consentirebbero). È una regola così interdittiva che all’ultima tornata di elezione di membri laici c’è voluta una decina di convocazioni prima di trovare la quadra, pur avendo questo Governo una maggioranza non lontana dai due terzi. Ma chi dice queste cazzate, questo stuolo di costituzionalisti della domenica, il giornale lo legge? L’idea che “la lista sarebbe corta” è particolarmente ingenua e figlia di una scarsa conoscenza dell’uomo e delle istituzioni. Ogni partito avrà alla porta uno stuolo di qualificati soggetti su cui contare: solo con gli ordinari di diritto dei settori più pertinenti si supera il migliaio, per non parlare degli avvocati! E volete che almeno il 10% non si metta a disposizione? E perché il Parlamento dovrebbe impedirglielo? E in ogni caso, la probabilità di nominare una conponente laica interamente di maggioranza aumenta, non diminuisce, all’aumentare della numerosità della lista (googlatevi “distribuzione ipergeometrica”).
lo spioncino@thespyhole

@AlbertoBagnai Infatti nella riforma manca la parte sul metodo con cui verrà scelta la quota laica dei magistrati. Se volevate evitare le polemiche, bastava presentare un testo completo. Evidentemente volevate le mani libere sulla scelta dei magistrati una volta vinto il referendum.

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Alberto Bagnai
Alberto Bagnai@AlbertoBagnai·
@hasta_la_chimba Buongiorno! Sono l’art. 135 Cost. Non penso che lei sia cattivo, penso solo che non mi abbia letto.
Alberto Bagnai tweet media
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Alberto Bagnai
Alberto Bagnai@AlbertoBagnai·
Questo altro esperto mi fa semplicemente sbellicare dal ridere! Quindi “la più bella del mondo” improvvisamente non va più bene perché non disciplina le riunioni di condominio? Ma caro espert- one, se la Costituzione non disciplina nemmeno i procedimenti elettorali di organi costituzionali come il Parlamento, perché mai dovrebbe entrare nei dettagli degli organi di rilievo costituzionale? Aristotele non è suo amico, ma lo capisce che quanti più dettagli fossero iscritti nella carta fondamentale, tanto più spesso dí dovrebbe attivare l’art. 138?
HombreHorizontal@EmilioPica44549

@masaccio_ @AlbertoBagnai Interessante questa questione che gli organi di rilievo costituzionale (che non sono gli organi costituzionali in senso stretto) debbano necessariamente essere disciplinati da legge ordinaria, è semplicemente assurda. Tra l'altro, c'è anche l'inutilissim CNEL, che dovrebbe 🤣 >

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Alberto Bagnai
Alberto Bagnai@AlbertoBagnai·
Che un sociologo non sappia che i procedimenti elettorali del CSM sono sempre stati disciplinati da legge ordinaria in fondo ci sta, come ci sta che non abbia contezza dei pesi e contrappesi in vigore nella Repubblica italiana, come ci sta che non abbia idea di quale sia l’impatto della numerosità della lista sulla probabilità di estrarre una componente laica interamente “governativa”. Fino a qui tutto bene. Quello che sinceramente spiace è questa cultura grillina del sospetto, ma essendo l’unica cosa che resta loro, gliela lasciamo volentieri perché li qualifica alla perfezione.
Lorenzo Zamponi@masaccio_

Meloni, per rispondere a Barbero, ha dovuto promettere di inserire, in futuro, due norme non previste dalla legge su cui votiamo domenica: lista ampia e maggioranza qualificata. Quindi, aveva perfettamente ragione Barbero. E delle promesse di leggi future, chi si fida è bravo.

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NebulaNinja 🃏
NebulaNinja 🃏@FerrariTys·
@BMitraglia scusami boss se non siamo cresciuti in un’era dove chiunque poteva permettersi una casa e l’inflazione non era alle stelle o addirittura avevi tuo nonno che le costruiva (esempio reale) però voi sapete solo giudicare vivici tu adesso con sti prezzi e uno stipendio da fame
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Bartolomeo Mitraglia
Bartolomeo Mitraglia@BMitraglia·
La Generazione Zeta ha rotto le palle - di Roberto Riccardi Svogliati. Permalosi. Presuntuosi. Inaffidabili. Incapaci di sostenere una conversazione professionale, di rispondere a una mail entro sera, di presentarsi puntuali, di vestirsi in modo appropriato, di accettare una critica senza crollare emotivamente. Pretendono lo smart working al primo giorno. L'aumento al terzo mese. La flessibilità come diritto di nascita. Non hanno mai prodotto niente ma esigono tutto, con la sicumera di chi confonde i capricci con i diritti e la pigrizia con l'illuminazione. La Generazione Zeta ha rotto le palle. E non lo dicono i soliti editorialisti rancorosi. Lo dicono i colleghi. I quarantenni che ogni sera rispondono alle mail che il collega Zeta ha ignorato, gestiscono il cliente lasciato in attesa, si sobbarcano gli straordinari rifiutati in nome del sacrosanto "bilanciamento vita-lavoro". Quelli che alle sette di sera cercano di rintracciare il collega Zeta sul telefono aziendale e scoprono che già all'imbrunire è irraggiungibile. Sono loro a pagarne il prezzo. E sono stufi. Sono i nati tra il 1997 e il 2010. I primi veri nativi digitali, cresciuti con lo smartphone in culla e i social come biberon. Hanno attraversato la pandemia in pigiama, frequentato l'università da remoto e ne sono usciti convinti che il mondo funzioni così: dalla poltrona, a propri tempi, senza che nessuno abbia il diritto di chiedergli nulla. Si autodefiniscono la generazione più consapevole della storia. Quella che ha capito, a differenza dei padri schiavi del lavoro e dei nonni piegati dalla fatica, che la vita non si esaurisce in ufficio. Che il benessere viene prima della carriera. Che la salute mentale è sacra. Bellissimo. Peccato che questa illuminazione arrivi da gente che a trent'anni si fa ancora lavare le mutande dalla madre. Un caso su tutti, finito sui giornali di mezzo mondo e diventato virale con ventisette milioni di visualizzazioni. Un neoassunto viene convocato dal capo a una riunione alle otto del mattino. Riunione trimestrale, comunicata in fase di assunzione. Il ragazzo sapeva. Risposta: "non posso venire, ho il corso in palestra. Il mio equilibrio psicofisico viene prima". Prima della riunione, prima dell'azienda che lo paga, prima del capo che lo ha scelto e assunto, prima di quella roba antica e desueta che le generazioni precedenti chiamavano senso del dovere. La cosa più rivelatrice non è stata la sfrontatezza. È stata la reazione dei coetanei: aveva ragione lui. I numeri confermano la sentenza. Sei aziende su dieci hanno già licenziato neolaureati Zeta nel giro di pochi mesi. Mancanza di motivazione per il 50%, scarsa professionalità per il 46%, incapacità di comunicare per il 39%. Il 75% dei datori di lavoro li giudica insoddisfacenti. Uno su sei non vuole più assumerli. Risultato: l'età media di assunzione è salita a 42 anni, le assunzioni di over 65 sono esplose dell'80%, quelle degli under 25 sono crollate. Le aziende preferiscono il settantenne che si presenta puntuale al ventenne che manda un vocale per dire che arriva tardi perché ha lo yoga. Ma perché tutta questa svogliatezza? La risposta non è generazionale: è sistemica. Si è prodotta una generazione senza addestramento alla frustrazione, senza autonomia materiale e senza interiorizzazione del dovere. Adulti anagrafici che funzionano come adolescenti permanenti. E il dato lo conferma: il 79% dei giovani italiani tra i 20 e i 29 anni vive ancora con i genitori. Peggio di noi solo la Corea del Sud. In Danimarca sono il 12%. In Germania il 33%. Il Censis ha contato oltre tre milioni di trentenni ancora nel nido. Di questi, il 63% lavora. Lavora e resta. Perché andarsene significherebbe diventare adulti. E diventare adulti non è previsto dal programma. Il 72% dei giovani disoccupati vive interamente sulle spalle della famiglia. Ma il dato più indecente riguarda chi un lavoro ce l'ha: il 62% ha comunque bisogno del sostegno economico dei genitori. Il 30% degli under 30 dipende ancora dalla paghetta. A trent'anni. Con la paghetta. Mentre posta su Instagram storie di aperitivi al tramonto e filosofia spicciola sul diritto alla felicità. Li hanno definiti la “Generazione Cavalletta”. Perché stanno divorando tutto quello che nonni e genitori hanno costruito con decenni di sacrificio. Sono la prima generazione della storia che consuma senza produrre, che eredita senza costruire, che pretende senza restituire. Entro il 2030 riceveranno in eredità duemila miliardi di euro. Patrimoni, immobili, investimenti accumulati in una vita di fatica da chi si alzava alle sei senza lamentarsi e non aveva mai sentito parlare di "salute mentale" come alibi per non lavorare. Duemila miliardi nelle mani di chi non ha mai piantato un chiodo. E non fanno figli. Perché fare figli richiede responsabilità, sacrificio, progettualità. Il tasso di fecondità è inchiodato a 1,24 figli per donna, il più basso della storia repubblicana. Il 65% rifiuta i mestieri manuali perché considerati indegni. L'edilizia non trova ricambio. L'autotrasporto è in ginocchio. La ristorazione elemosina personale. Ma il giovane Zeta non si sporca le mani. Aspetta l'offerta giusta, col contratto giusto, lo stipendio giusto, la flessibilità giusta, l'ufficio giusto, il capo giusto. E nel frattempo si fa mantenere. La Generazione Cavalletta non nasce dal nulla. Nasce da genitori che non hanno mai detto no. Che hanno trasformato ogni capriccio in diritto, ogni frustrazione in trauma da evitare, ogni difficoltà in qualcosa da cui proteggere il pupo a ogni costo. Che hanno fatto i compiti al posto loro, telefonato ai professori per contestare un brutto voto, accompagnato il trentenne al colloquio di lavoro. Non è un'iperbole: il 70% dei giovani Zeta ammette di aver chiesto aiuto ai genitori per cercare impiego. Non per un consiglio. Per farselo trovare. Hanno cresciuto figli come piante da appartamento: al caldo, al riparo, senza un alito di vento. E adesso si stupiscono che al primo temporale si spezzano. Parlano di "comfort zone" come il Papa parlerebbe del Vangelo. Hanno ribattezzato la pigrizia "consapevolezza", il parassitismo "equilibrio interiore", l'incapacità "rifiuto di un sistema tossico". Hanno costruito un'intera filosofia per giustificare il fatto di non avere voglia di fare niente. E ci credono pure. Ma arrendersi non è un'opzione. Se il problema è la mancanza di fame, la soluzione è una sola: restituire la fame. I genitori smettano di pagare e giustificare. Fuori di casa a venticinque anni, come in mezza Europa. Le aziende smettano di inseguirli con benefit immeritati: la gavetta esiste e chi l'ha fatta ne è uscito più forte. Si reintroduca un servizio civile o militare obbligatorio, sei mesi di disciplina e convivenza forzata con la realtà. Anzi meglio un anno e lo Stato si chieda come sia possibile che un trentenne sano e laureato risulti ancora fiscalmente a carico dei genitori senza che nessuno batta ciglio. Oppure si può continuare così. E fra vent'anni ci ritroveremo con un Paese di cinquantenni che vivono ancora con la mamma, non hanno costruito niente, non hanno lasciato niente e pretendono la pensione. Pagata da chi, non si sa. Perché figli non ne hanno fatti. Ma il problema, a ben guardare, non è una generazione. È una civiltà che ha deciso di abolire il dovere, la fatica e la maturità. La Generazione Zeta non è la malattia. È il sintomo finale.
Bartolomeo Mitraglia tweet media
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Luebete
Luebete@themax82·
@bastet1965 @BMitraglia Sono d’accordo. Alle elementari usano le app di AI per aiutare i bambini, per togliere loro ogni motivo di frustrazione.
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bastet1965
bastet1965@bastet1965·
@BMitraglia Posso-da insegnante-dire qualcosa a loro difesa La scuola non li prepara al lavoro Tra corsi corsetti teatri e teatrini le ore di lezione vera sono poche L’università è una torre d’avorio Per cui arrivano impreparati Non sarebbe meglio incentivare il part time?
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Luebete
Luebete@themax82·
@maxdantoni In ogni caso la parte laica rimane 1/3, quindi poco influente
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Massimo D'Antoni
Massimo D'Antoni@maxdantoni·
Si è ridimensionato il timore che la riforma possa mettere direttamente il CSM sotto il controllo della maggioranza. Vero è che il sorteggio ridurrà la coesione della componente togata, ma prendo per buona la previsione che la maggioranza non controllerà la componente laica. >
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Massimo D'Antoni
Massimo D'Antoni@maxdantoni·
Mesi di approfondimenti e discussioni sul referendum mi hanno aiutato a mettere meglio a fuoco le ragioni del Sì e del No. Alcune obiezioni alla riforma ne escono ridimensionate, altre aumentate. Il mio orientamento rimande per il No #ioVoteròNO >
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