Alberto Maria Pepe

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Alberto Maria Pepe

Alberto Maria Pepe

@albertomariape

RE @Meta (FAIR) | ex @Microsoft, @Huawei, @Cambridge_Uni

Mars Katılım Kasım 2019
236 Takip Edilen189 Takipçiler
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Alberto Maria Pepe
Alberto Maria Pepe@albertomariape·
Happy to share that I have joined @Meta in their London King's Cross office, working on AI Research Agents within the FAIR team! 🚀
Islington, London 🇬🇧 English
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Ultimora.net
Ultimora.net@ultimoranet·
Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, l’Iran avrebbe comunicato ai Paesi che si sono offerti di mediare un accordo (Pakistan, Turchia ed Egitto) che non intende incontrare diplomatici statunitensi. Teheran avrebbe posto condizioni considerate inaccettabili da Washington, tra cui il pagamento di compensazioni per i danni di guerra, il finanziamento della ricostruzione, garanzie contro eventuali futuri attacchi e il ritiro delle forze statunitensi dalle basi presenti in Medio Oriente
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Alberto Maria Pepe
Alberto Maria Pepe@albertomariape·
@lgf47264 @ultimoranet @cavicchioli forse hai perso un pezzo -- l'iran è una teocrazia che dichiara apertamente morte all'america e ad israele, sponsorizza il terrorismo internazionale e manda a morte i propri cittadini, l'ucraina no
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Lg541738
Lg541738@lgf47264·
@ultimoranet @cavicchioli Ma ma… esattamente quello che chiede l’ucraina… aggressore e aggredito qui non ci sono più?
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Wes Bos
Wes Bos@wesbos·
Claude Code leaked their source map, effectively giving you a look into the codebase. I immediately went for the one thing that mattered: spinner verbs There are 187
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Stefan Schubert
Stefan Schubert@StefanFSchubert·
While social media is polarising, evidence suggests AI may nudge people towards the centre. This holds true of all studied models. Grok is more right-leaning than other models, but also has depolarising effects. By @jburnmurdoch.
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DarkSmoke
DarkSmoke@DarkCigars·
Qui un ottimo Renzi 👏 Ci vogliono le palle per dimettersi, cosa che Gioggia non ha!
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Giuseppe Conte
Giuseppe Conte@GiuseppeConteIT·
È arrivata un'altra batosta per Meloni e Nordio sulla giustizia. Il Governo italiano sarà costretto a fare retromarcia sulla cancellazione dell’abuso di ufficio. È stata appena approvata dal Parlamento europeo la direttiva anticorruzione che impone agli Stati membri di punire la condotta dei pubblici ufficiali che commettono abuso d’ufficio. In pratica, Meloni e Nordio che avevano cancellato questo reato per privilegiare politici e colletti bianchi che abusavano del proprio potere nei concorsi e nelle gare pubbliche, adesso dovranno reintrodurlo. Il governo italiano ha provato sino all’ultimo a contrastare l’iter di questa direttiva, ma si è trovato isolato in Europa. Sono orgoglioso che il @Mov5Stelle, al contrario del Governo, abbia combattuto questa battaglia dalla parte giusta in Europa con il nostro europarlamentare @giuseppeantoci6, unico relatore italiano della direttiva, che ha lottato durante i negoziati europei contro l’ostruzionismo di Meloni e soci. È una vittoria delle persone perbene e di chi vuole equità e giustizia. Dopo i 15 milioni di voti che hanno cancellato la riforma salva-casta e mandato a casa Santanchè, Delmastro e Bartolozzi un altro fallimento, un'altra figuraccia. Nordio dovrebbe prenderne atto e trarne le conseguenze, visto che è una riforma che ha voluto lui. E Meloni anziché continuare a fare leggi per salvare politici e potenti dopo 4 anni dovrebbe battere un colpo per le vere emergenze del Paese, per le difficoltà delle famiglie e delle imprese. Il tempo è scaduto!
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Paolo Mossetti
Paolo Mossetti@paolomossetti·
Uno sguardo sul 76% che ha votato No a Napoli, record tra le grandi città. Una che pure è stata generosissima con Berlusconi negli anni Duemila. Ma dopo Silvio il vuoto. Il melonismo non ha attecchito granché e forse Salvini ha affossato il centrodestra. C'è l'impronta di De Luca? Centro storico e Quartieri Spagnoli con il No probabilmente oltre l'85%, mentre il Sì è andato bene (benino) tra i colletti bianchi e l'alta borghesia di Posillipo/Mergellina.
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Matteo Renzi
Matteo Renzi@matteorenzi·
Quindi fatemi capire: Giorgia Meloni NON si dimette perché era un referendum sulla Giustizia e non su di lei. Carlo Nordio NON si dimette perché era un testo del Governo e non sulla Giustizia. Giusy Bartolozzi NON si dimette perché “la magistratura è un plotone di esecuzione” ma si è ricordata che anche lei è un magistrato. Antonio Tajani NON si dimette perché non ha capito di cosa stiamo parlando. Fatemi capire: dopo un referendum costituzionale perso così male fanno tutti finta di nulla? Mi devo dimettere io anche stavolta o qualcuno del centrodestra si prende finalmente una benedetta responsabilità?
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Shorya Mishra
Shorya Mishra@SMishra61·
You spend hours perfecting an AI agent for your coding sessions, deep research, or daily automation. It crushes the task beautifully the first time. Then a few days later when something similar comes up it is almost like meeting a new assistant who remembers nothing. You end up rebuilding context, tweaking prompts, and saving random scripts everywhere hoping it sticks next time. We have all been there frustrated that our agents never truly grow with us. A paper released just yesterday flips this completely. Called AgentFactory it introduces a self-evolving system where every successful task solution gets turned into clean executable Python code as a reusable subagent. These are not just text notes or reflections. The subagents get automatically refined through real execution feedback stored in a growing personal library and can be instantly called upon and combined for bigger more complex work. The more tasks you throw at it the more capable and specialized your entire agent ecosystem becomes. This approach builds directly on the agent frameworks and tool-calling setups that many of us already experiment with every single day. But instead of starting fresh each time your AI now permanently accumulates real skills like a human collaborator who levels up over months of working together. What really stands out to me is how natural this feels. It is exactly the kind of persistent improvement we have all been clumsily hacking together with custom tools vector databases and saved workflows. Now the system does it intelligently and automatically. I can already picture agents developing their own team of specialists. One perfectly tuned to your coding style that keeps getting sharper another that masters research in your field and never forgets key patterns. They evolve alongside you instead of resetting every conversation. This kind of self-evolving capability has me more excited than most recent papers because it points to agents becoming true long-term partners rather than one-off tools. Are you as pumped as I am about AI systems that can permanently build and refine their own abilities over time or does the idea of them evolving independently raise some questions for you about control and the future? Be honest what kind of specialized subagent would you want your personal AgentFactory to master and save first? A coding expert tailored to you a research analyst for your domain or something completely different for your life? Drop your answer below. I actually read every single reply on these. Search for AgentFactory arXiv or AgentFactory self-evolving subagent to find the full paper. I will share the direct link in the top replies.#AI #MachineLearning #LLMAgents
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Bartolomeo Mitraglia
Bartolomeo Mitraglia@BMitraglia·
Sull'Iran, in queste ore, stiamo assistendo a reazioni molto diverse tra i partiti e le coalizioni. Provo a fare un po' di ordine, distinguendo tre posizioni che emergono nel dibattito italiano. Marattin e Renzi hanno espresso appoggio alle operazioni iniziate da Israele e dagli Usa, con convinzione. Giorgia Meloni mostra un atteggiamento cauto. Ha parlato in questi giorni di diplomazia, di soluzione negoziale, di prudenza. Detto questo, va riconosciuto che non ha condannato in alcun modo l'azione contro il regime iraniano. E, cosa forse più importante, non si metterà di traverso. Il suo premierato è all'insegna della moderazione, e lo è anche in questo caso. Personalmente, su questo fronte, preferirei una posizione più interventista, più netta a fianco di chi in Iran sta lottando per la libertà. Ma almeno non abbiamo un Sanchez, un leader che – per mere ragioni di propaganda interna – volta le spalle alle donne e agli uomini iraniani che chiedono aiuto. Meloni scende in campo, ma non ostacola. Non è poco, in questo quadro. Ben più problematiche sono altre posizioni che circolano in Italia. Da una parte, c'è una grossa fetta di partiti e opinione pubblica che, ignorando completamente la gioia con cui tanti iraniani e iraniane stanno accogliendo questi eventi, coglie l'occasione per demonizzare e stigmatizzare l'operato degli Stati Uniti. Il ragionamento è sempre lo stesso: "Gli Usa lo fanno per il petrolio, per i loro interessi". Certo, gli Stati Uniti agiscono per interesse. Ma, come facevano notare i venezuelani, non è che russi e cinesi lavorino gratis. La differenza è che il petrolio iraniano, finora, non è mai stato degli iraniani: è stato del regime, dei pasdaran, della teocrazia. Che gli Usa abbiano i loro interessi è ovvio. Ma, per rubare una metafora a Shamim, attivista iraniana, il fatto che qualcuno lavori per denaro non rende il suo lavoro immorale. Lo rende, semplicemente, un lavoro. Il problema, qui, è il moralismo antiamericano a senso unico. Quella carica ideologica che vuole leggere ogni evento attraverso la lente dell'anti-imperialismo, dimenticando che il regime iraniano è così impresentabile da aver perso persino i suoi alleati. Oggi anche Cina e Russia sembrano sperare in un passaggio rapido e indolore (per loro, si intende: non sia mai che si blocchi il transito di petrolio). Certo, vedere gli Usa impantanati in Iran non dispiacerebbe a Mosca e Pechino. Ma questo non cambia il fatto che, per il popolo iraniano, questa può essere una finestra di opportunità. Ma la posizione più fastidiosa, a mio avviso, è un'altra. Quella di chi finge di stare dalla parte del popolo iraniano, ma da giorni continua a ripetere lo slogan "né con lo Shah, né con i mullah". E, nel farlo, delegittima sistematicamente la figura di Pahlavi e chiunque si richiami a quell'eredità. Ora, io sono italiano. Non ho la più pallida idea di cosa ci sarà dopo la rivoluzione in corso. E non spetta a me deciderlo. Questa rivoluzione, sia chiaro, non è "voluta" dagli Usa o da Israele nel senso di una imposizione esterna. L'intervento in corso è a supporto di sommosse popolari che vanno avanti da anni, non un attacco calato dall'alto. Sono gli iraniani, in larga maggioranza, a volere la fine del regime. E allora, qual è il nostro ruolo? Sostenere la rivoluzione, punto. Lasciare che siano gli iraniani a decidere il loro futuro. Non delegittimare nessuno durante un cambiamento epocale. Del resto, la storia italiana ci insegna qualcosa. La nostra lotta di liberazione, nel 1943, vide una coalizione eterogenea – monarchici, comunisti, azionisti, liberali – unirsi contro il fascismo e l'occupazione nazista. Solo dopo, a guerra finita, si decise la forma di governo con il referendum del 1946 tra monarchia e repubblica. E l'Italia del 1946 era un paese devastato, con livelli di istruzione e consapevolezza politica enormemente inferiori a quelli dell'Iran di oggi. Se ce l'abbiamo fatta noi, perché gli iraniani non dovrebbero farcela? Continuare a delegittimare Pahlavi oggi, in piena rivoluzione, non è una posizione di principio. È un modo per lavorare al fianco del regime attuale. Perché ogni divisione nel fronte anti-mullah, ogni critica prematura a chi oggi combatte in trincea, rende più difficile il cambiamento. E aiuta, oggettivamente, chi vuole che tutto rimanga come prima. La vera equidistanza, in una rivoluzione, non esiste. O stai con chi lotta per la libertà, o stai con chi la reprime. Il resto sono chiacchiere.
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Babak Rahmani
Babak Rahmani@babakRmni·
🧵Debugging Code World Models A few months ago we started studying CWMs. The plan was post-training an LLM on code execution traces. Two weeks in, we realised a paper by Meta had already done much of this : arxiv.org/pdf/2510.02387. We however identified what's wrong with them!
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Jakob Foerster
Jakob Foerster@j_foerst·
🚨TL;DR: Benchmarking for AI Scientists just got better!🚨 Everyone is excited about AI Scientists, but we don't have a large scale benchmark that evaluates automated (or augmented) AI research systems on the home turf of the machine learning community: Machine Learning benchmarks. Meet AIRS-Bench, our attempt at filling this gap. We hope AIRS-Bench will help the community to improve the signal-to-noise ratio in the era of research agents and is an important step towards turning ML benchmarks into standardised tasks for AI research agents. This has implications beyond AI scientists and will also help address the replication crisis in ML. The team has invested countless hours (human and GPU) selecting/constructing the tasks, running baseline agents, analysing the outcomes, and hardening the benchmark. We are excited for the community to both expand on our initial task set and benchmark new agentic systems!
Bhavul Gauri@BhavulGauri

Introducing - AIRS Bench, a benchmark for “AI Researcher Agent”. Agents attempt 20 open ML problems starting from zero code (full research loop). And yes, they beat SOTA in few cases (read more below!) arxiv.org/abs/2602.06855

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Despoina Magka
Despoina Magka@MarlaMagka·
(🧵) Happy to release AIRS-Bench, a benchmark to test the autonomous machine learning abilities of AI research agents 🤖 AIRS-Bench includes 20 tasks sourced from machine learning papers that assess the autonomous research abilities of LLM agents throughout the full research lifecycle, from hypothesis generation 💡 and implementation 🛠️ to experimentation 🧪 and analysis 📊 Each task is extracted from a paper with a state-of-the-art result and consists of a: 📝 problem description (e.g. text similarity) 🗂️ a dataset (e.g. SICK) and 📏 a metric (e.g. Spearman correlation) to optimise over The agent is then given a GPU and 24 hours to develop and submit a Python solution that matches or exceeds the paper SOTA 📈 Read on for baseline results and examples of agents surpassing human SOTA 👀 🌱We open-source the AIRS-Bench task definitions and evaluation code to accelerate in autonomous scientific research: 💻 GitHub: github.com/facebookresear… 📜 ArXiv: arxiv.org/pdf/2602.06855 🤗 HF paper: huggingface.co/papers/2602.06… 📊 Meta AI website: ai.meta.com/research/publi… Huge shoutout to the team from Meta FAIR who painstakingly crafted, debugged and inspected every single of these tasks and its runs across more than a dozen of agents @alisia_lupidi, @_tomwithanh, @BhavulGauri, @basselralomari, @albertomariape, Alexis Audran-Reiss, Muna Aghamelu, Nicolas Baldwin, @LuciaCKun, @GagnonAudet, Chee Hau Leow, Sandra Lefdal, Abhinav Moudgil, Saba Nazir, Emanuel Tewolde, Isabel Urrego, @mahnerak, @ishitamed, @EdanToledo and @rybolos, @alex_h_miller, @j_foerst, @yorambac for their leadership and support
Despoina Magka tweet media
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Alberto Maria Pepe
Alberto Maria Pepe@albertomariape·
It was great fun crafting each of these tasks and testing agents’ capability to act like research scientists and sometimes surpass the human state-of-the-art.
Islington, London 🇬🇧 English
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Alberto Maria Pepe
Alberto Maria Pepe@albertomariape·
The benchmark spans multiple domains, including coding, bioinformatics, maths, NLP and more, it does not provide baseline code and it pushes agents toward research-level reasoning.
Islington, London 🇬🇧 English
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Alberto Maria Pepe
Alberto Maria Pepe@albertomariape·
AIRS-Bench is out! AIRS-Bench is a suite of 20 challenging ML tasks designed to evaluate LLM agents as AI Research Scientists spanning the full scientific method: from hypothesis generation and experimental design to result validation. Paper: arxiv.org/pdf/2602.06855
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Islington, London 🇬🇧 English
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Bushra Shaikh
Bushra Shaikh@Bushra1Shaikh·
There are a lot of deeply uninformed people on this site, so let me spell it out. If you understood geopolitics from a macro lens, you'd see how decisions made by Western powers- wars, sanctions, coups, and economic pressure, directly shape the lives of people elsewhere and force migration in the first place. Muslim migration is predominantly rooted in structural instability, not culture or religion. War and foreign interventions. Sanctions and economic strangulation. Colonial and post-colonial disruption. Climate stress interacting with conflict. Read a book or two 📚
Harry Da Diegot@trigottista

@Bushra1Shaikh So why are most asylum seekers Muslims running away from their “culture”?

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